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ANCHE IL MARE ADRIATICO E’ DI PLATICA
“Non lasciare questo mondo se lo hai reso più bello di  come lo hai trovato” Stefano Sattwa Sannyasin

L’uomo ha una relazione molto affine con l’elemento acqua visto che più dell’80% del corpo umano è composto da liquidi. Nonostante ciò inconsapevolmente continuiamo a considerare il mare un luogo ameno e di piacere da un lato e dall’altro una pattumiera in cui nascondere ed affondare quella parte di scarto della nostra vita che non preferiamo non considerare come una parte di noi stessi,eppure lo è. Ci concediamo giorni splendidi in riva al mare, bagni di luce, galleggiamo tra le onde, ignorando che tra quelle acque si nascondono gli “orrori” sicuramente comodi del nostro stile di vita di cui noi tutti siamo coinvolti in un modello sociale e di vita. Ogni volti che utilizzi una bottiglia, un piatto di plastica, un cotton fioc puoi pensare che i loro residui possono finire tra quelle acque. Ogni volta che usi un cosmetico sulla tua pelle, particelle sottili di plastica di cui è composto si appoggiano sulla tua pelle, e quando ti lavi il viso finiscono in mare. Ogni volta che ti nutri di un pesce, puoi pensare che quel pesce ha potuto ingoiare particelle di materiale plastico finito nel suo stomaco. Imballaggi, contenitori per alimenti, sacchetti, pannolini per bambini, assorbenti e mozziconi di sigaretta. Sono questi gli oggetti più facilmente rintracciabili sul nostro bagnasciuga. Non è pensabile una ecologia che non parte da te, da me da noi, non è possibile concepire un mare pulito, le acque limpide, se non partiamo dal mantenere pulire il nostro oceano corporeo attraverso un gesto di consapevolezza che ci risvegli da questa ipnosi collettiva dettata dai modelli di vita imposti dai mas media, dai programmi pubblicitari che giorno dopo giorno in modo subdolo orientano le scelte della nostra vita. Non voglio fare del terrorismo, ma soltanto risvegliare le nostre coscienze al  rispetto della vita che è dentro di noi ed intorno a noi, al rispetto di questa grande madre terra che ci accoglie e ci nutre. Non possimo pensare di utilizzare a nostro uso e consumo il paineta e l’intero universo senza considerare chi verrà dopo di noi, i fgli, i giovani, le nuove genrazioni che cosa troveranno? Ora ci aspetta questo nuovo cammino, salvare il mare, insieme c’è la possiamo fare. 

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