Io non ci sto, sono con i giovani, Gandhi fece la marcia per il sale libero, noi facciamo la marcia per una consapevolezza nuova, per un uomo nuovo, che sia al passo con questo vento di cambiamento, pacificamente ma risvegliamoci non scendiamo ancora a compromessi. Negli anno settanta abbiamo lottato e protestato, facciamolo ancora ma in modo diverso, non lasciandoci ancora ubriacare e sedare ma risvegliandoci ad uno spirito nuovo ad un uomo nuovo.

Sattwa Sannyasin

Caro amico, cara amica,
Trovo sempre molto bello dialogare con te, mi conosci sotto molti vesti e nomi e momenti diversi della vita, ma sono sempre io, quello di sempre, per estensione potrei dirti che l’anima è sempre la stessa, è sempre lì dove vuoi che sia, fuori da ogni tempo e spazio, immutabile e perenne, perché allora preoccuparsi di questo frammento di esistenza che si chiama vita che non è nulla rispetto al senso di infinito che è noi.

Eppure questo fenomeno che è la vita è un’opportunità concessa dall’esistenza, forse unica che dobbiamo osservare oltre che sul piano individuale anche in relazione agli altri ed alla società. Anche l’antico sistema dello yoga fa riferimento e mette al primo posto delle regole di ordine universale che regolano la società, cioè la convivenza armonica tra gli individui, attraverso la pace, la verità, l’onestà, riportate negli yama degli yoga sutra.

La sedi delle scuole di yoga surya om candra che negli anni sono state fondate, grazie alla collaborazione di molte persone, ricercatori, allievi e studenti dello yoga, risiedono non a caso ma per scelta, tutte all’interno di un contesto sociale, nelle città, tra le persone,ritenendo che il messaggio dello yoga possa essere qualcosa da utilizzare per il bene di tutti, nelle scuole, nelle università. negli ospedali, nel luogo di lavoro, ed è questo ciò che stiamo cercando insieme di realizzare.

Swami Sivananda consegnò a Swami Satyananda il compito di portare lo yoga da sponda a sponda da porta a porta, questo messaggio è stato da sempre fonte di ispirazione, ed è quello che cerchiamo di essere, credendo che lo yoga possa contribuire come strumento di consapevolezza per migliorare la qualità della vita fisica, mentale, emozionale e spirituali degli uomini.

La dimensione sociale attuale, l’abbiamo creata noi, siamo noi tutti gli artefici inconsapevoli ed accomodanti acconsentendo ad un sistema e delegando agli altri di fare scelte e condurre la vita sociale per noi, la nostra vita, a partiti, politici,i sindacati, banche, vaticano, Ma questi non eravamo forse noi, dove eravamo quando questo sistema stava dilagando? Oggi alla luce di questo risveglio di consapevolezza ci accorgiamo della necessità di correggere e di cambiare, vediamo con maggiore chiarezza e lucidità, passati i fumi della sbornia, le molte assurdità di questo sistema sociale, economico e di vita.

Dopo gli anni del 1968, che molti ricorderanno nei molteplici aspetti, abbiamo goduto dei benefici di un progresso economico, un ipnotico, un sedativo che in un certo qual modo ha portato un benessere economico, anch’esso necessario per un crescita globale della personalità, se non hai da mangiare la prima necessità non è certo quella di leggere un libro, ma vai a procurarti il cibo,poi una volta che c’è un po’ di energia da spendere ti guardi intorno. In questo risveglio sociale, ci accorgiamo che l’eredità che lasciamo ai nostri figli è alquanto misera, egoisticamente abbiamo dilapidato tutto il nostro patrimonio morale, economico,spirituale. Il patrimonio naturale si sta esaurendo velocemente, forse erroneamente credendo di essere fisicamente immortali e di vivere soltanto noi ed ancora noi soli per i secoli avvenire.

La pensione coincide con l’ultimo stadio della vita, non dovrebbe essere utilizzata per conseguire vecchi schemi, che si sono esauriti e sono divenuti obsoleti, magari continuando a lavorare, ma dovrebbe rappresentare un momento di riflessione e di trasmissione e di confronto con le generazioni successiva di quello che di cui si è capito ed appreso, ed un momento di riflessione sulla vita e sull’esistenza indagando su quello che è stato e che potrà essere al conseguimento di questa parte dell’esistenza. L’eternità non lo trovi al super mercato, la consapevolezza non la trovi in banca, te la devi conquistare con la ricerca interiore, ah ecco la yoga, la meditazione. Incontro molti giovani, ed in essi vedo una perdita di entusiasmo e di valori, ed allora mi piange il cuore.

Stiamo negando l’oro l’accesso alla vita lavorativa ed all’indipendenza economica, sopprimendo i talenti naturali attraverso il quale ognuno in libertà di espressione poteva scegliersi il lavoro sulla base dei propri studi, apprendimenti ed attitudini. Io mi sento di fare l’ elettricità, tu società mi aiuta a realizzare questa mia capacità di svolgere al meglio il lavoro per la mia crescita e per il bene degli altri, tu stato mi faciliti l’accesso a questa professione o mi rendi la vita complicata piena di limitazioni e di tasse che io devo desistere.

Ho studiato all’università, ho impiegato molti anni di studio, mio padre ha fatto sacrifici per sostenermi, ora tu società mi dici di mettere la laurea nel cassetto, e di cambiare mestiere, ho provato ma non c’è neanche il “nuovo” mestiere da fare. Io non ci sto, sono con i giovani, Gandhi fece la marcia per il sale libero, noi facciamo la marcia per una consapevolezza nuova, per un uomo nuovo, che sia al passo con questo vento di cambiamento, pacificamente ma risvegliamoci non scendiamo ancora a compromessi. Negli anno settanta abbiamo lottato e protestato, facciamolo ancora ma in modo diverso, non lasciandoci ancora ubriacare e sedare ma risvegliandoci ad uno spirito nuovo ad un uomo nuovo. 

Grazie grande anima

Sattwa Sannyasin