344571abfc33d49d0542a3e50b6308b9

La mia vita attuale è molto semplice e silenziosa e coincide con il mio sadhana. Io chiamo sadhana,  il percorso di maturazione e di comprensione dell’esistenza, non è sempre lo stesso, cambia nel tempo, negli anni, a secondo degli orientamenti e comprensioni, assomiglia al sole che gira sulla terra e crea zone di luce diverse nelle ore del giorno. Mi viene spontaneo come il vivere, non devo fare nessuno sforzo particolare, anche se in un mondo molto complesso fatto da tante parole ed immagini. Niente di particolare, in genere alle cinque del mattino sono già sveglio, non ho bisogno di dormire molto, accendo un incenso che racchiude tutti gli elementi, terra, acqua, fuoco, aria e spazio, osservo il levarsi leggero del fumo nell’aria e annuso l’aroma del legno, poi guardo le colline circostanti fino al mare, il grande spazio della natura mi apre il respiro. Procedo con qualche asana, pranayama e mantra, le riflessioni sulla vita arrivano in modo spontaneo. Queste sono le mie preghiere del mattino, la preghiera è la relazione con Dio, non è necessariamente un fatto codificato e standard, puoi crearle tu, lasciarle sbocciale dal tuo cuore. Dio è presente in ogni cosa, nel tuo corpo, nel respiro, nelle parole, nel silenzio e oltre ogni cosa. La giornata procede in parte con il lavoro, l’altra parte è dedicata alla famiglia ed agli allievi della scuola di yoga, li penso spesso sono sempre presenti anche quando non ci sono, al modo migliore per accompagnarli nella comprensione di ciò che siamo. Se ti è stata consegnata dall’esistenza il ruolo di condivisione di un’esperienza, che cosa fai ? devi onorare questo dono, non puoi fare altrimenti è nella tua natura. questo significa che devi esserci, qualcuno ti considera un insegnante qualche altro un maestro, ma non ci faccio molto caso, non mi sento né l’uno nell’altro, ho accumulato anche molti nomi strada facendo da diverse tradizioni, ma poi alla fine nessun nome identifica il tuo vero essere, che non ha nome né forma.
Stefano Sattwa

 

Dicci la tua