Satwa-e-irene

L’aspirante allo yoga, non è soltanto colui che mette in atto delle tecniche, ma più verosimilmente è un ricercatore, un esploratore del microcosmo corporeo, mentale ed energetico, ed attraverso l’esperienza si apre all’infinitamente grande.
Prima del sadhana, la tua esperienza nello yoga, leggi questo canto dedicato al corpo, fanne una preghiera.
IL RIFLESSO DELL’INFINITAMENTE GRANDE
Ringrazia il tuo corpo, tempio della vita,
per i movimenti, i gesti, il respiro, il battito del cuore,
e tutto ciò che ti concede. Ama il tuo corpo,
non lo hai costruito tu, è un dono dell’esistenza,
un riflesso dell’universo. Abbandona l’idea di
voler essere quello che non sei, e forse non sarai mai,
perché non ti appartiene. Se l’esistenza avesse voluto
creare qualcosa di diverso da te, l’avrebbe già fatto,
se l’estenza avrebbe voluto creare un altro, Buddha, Gesù,
l’avrebbe già fatto, e forse camminano ancora su questa terra.
Invece pensa, ha voluto proprio te, così come sei e per
quello che sei, essere infinitamente unico ed irripetibile
per l’eternità. Non c’è e non ci sarà mai più nei
millenni avvenire, qualcuno uguale a te.
Osserva il tuo corpo con il cuore, non con la mente che giudica,
condanna, compete e vuole sempre di più.
Onora e rispetto il tuo corpo, esso è il tempio divino,
il segno di Dio su questa terra.
Con Prem
Stefano Sattwa Sannyasin e Irene Pagnanelli

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